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"Reggiano": il lambrusco DOC dallo spirito frizzante

"Reggiano": il lambrusco DOC dallo spirito frizzante

Il territorio reggiano, con la sua alternanza di colline e pianure, di climi rigidi e miti, ha sempre dato all'uomo di questa terra la possibilità di coltivare una gamma di vini estremamente ampia, raggiungendo una qualità eccellente. A tutelare questi vini e a curare il loro sviluppo è delegato dal 1996 il "Consorzio Vini Reggiani".

Il lambrusco “Reggiano” veniva ottenuto nell’antichità con le uve provenienti da viti selvatiche di cui narra, nel II secolo a.C., Catone nel suo De agri cultura; egli parla di vitis labrusca, che nasce e cresce spontanea da semi ed i cui lunghi tralci s’intrecciano con le chiome degli olmi, degli aceri e dei pioppi.
È al termine del XVI secolo che il nome Lambrusca non identifica più la vite selvatica, ma un particolare gruppo di vitigni dalla medesima origine e caratteristiche analoghe, il cui tradizionale taglio dà vita a tale prodotto, dallo spirito tipicamente frizzante.

I vini "Reggiano" sono garzoncelli intriganti e se ne distinguono 6 tipologie:

“Reggiano” DOC Lambrusco
“Reggiano” DOC Rosso
“Reggiano” DOC Lambrusco Salamino
“Reggiano” DOC Bianco spumante
“Reggiano” DOC Lambrusco novello
“Reggiano” DOC Rosso novello

Qualche impudente ha tentato, senza successo, di confinarli nelle angustie di una cucina regionale, misconoscendo il temperamento dei giovanotti.
Vini impazienti e refrattari alle classificazioni, si fanno largo a gomitate turbando le consuetudini gastronomiche e strapazzando i protocolli. I vini "Reggiano" sono vini esuberanti, intriganti, dalla spuma vivace, evanescente e irresistibile; il profumo, gradevole e caratteristico, varia dal fruttato al floreale, mentre il gusto è fresco e fragrante.
Nella versione rosato risultano adatti per spuntini e antipasti a base di salume, erbazzone, primi piatti, pasta fresca, fritture di carni bianche e pesce, e anche con la pizza; nelle versioni più colorate, sono l'ideale con cappelletti e lasagne al forno, salumi nostrani, carne rossa, arrosti e bolliti serviti con salse saporite, grigliate e pesci grassi; nella versione amabile sono ottimi con la cucina emiliana delicata e tendente al dolce; nella versione dolce sono indicati per accompagnare frutta e pasticceria secca.   

A salvaguardia della tipicità e delle caratteristiche organolettiche del vino, i produttori della provincia di Reggio Emilia danno vita, il 25 febbraio 1972 al "Consorzio per la Tutela del Vino Lambrusco Reggiano".
Dal 26 novembre 1996, la DOC "Lambrusco Reggiano" cambia nome e diviene semplicemente "Reggiano", con la presenza di nuove tipologie oltre al lambrusco. A sua volta il Consorzio di tutela prende il nome di “Consorzio per la Tutela dei Vini "Reggiano" e "Colli di Scandiano e di Canossa".

 

Consorzio  

 

Tipologie Zone Cartina Disciplinare Tecniche

 

 

 


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